2025-06-30

Episodio 4: Amore Umiliante (A Qualsiasi Età)

Episodio 4: Amore Umiliante (A Qualsiasi Età)

(Bonus: Lingua sul Vetro e Sesso Immaginario in una Realtà Parallela)

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„A qualsiasi punto della tua carriera, il critico nella tua testa può esprimere la sua opinione, ripetendoti che non hai abbastanza talento, che la tua idea non è abbastanza valida, che l’arte non è un investimento degno del tuo tempo, che il risultato non sarà accolto bene, che sei un fallimento.“

Perché dovrebbe essere umiliante!?

Perché è sempre a senso unico. E così, ti senti umiliato.

È come leccare il tuo gelato preferito attraverso un vetro.

Lo vedi: cremoso, splendido, promettente felicità.

I tuoi recettori si risvegliano, il cervello invia segnali: “Mmm, delizioso!”

Ma… non c’è sapore.

Non c’è nulla. Solo vetro e saliva sul vetro.

Un’illusione, stirata e patetica.

Vuoi avvicinarti, sfregare il naso contro la pelle morbida del suo collo.

E lo fai.

(Nella tua mente, ovviamente. Dove altrimenti?)

Scopri di aver chiuso gli occhi, e tutto ciò sta accadendo solo lì – nella tua testa.

Tutta la scena – corpo a corpo, respiro sulla pelle, quella risata spensierata di cui ti sei innamorato – è una produzione hollywoodiana completa (o una soap opera), con effetti speciali di mancanza.

Il budget è zero.

La sceneggiatura è dolorosamente solitaria.

Il regista sei tu stesso.

L’operatore è autoinganno.

Si dice che la coscienza non distingua tra immaginazione e realtà.

Forse.

Piuttosto, vivi in una realtà parallela.

Con un appartamento in affitto nell’illusione.

Ciò che può mostrarti in quale realtà ti trovi

è una schiena voltata.

Le parole dette per ferirti.

Il silenzio dopo ogni tentativo di dire “Ciao”.

(“Ciao” – una parola così piccola, ma suona come un tentativo di rianimazione su un corpo morto.)

E sì, allora quella voce appare nelle tue orecchie.

Non quella dolce che vorresti sentire.

Ma quella interiore, con la voce di una zia cattiva a un funerale:

– Non ti vuole.

– Non è per te.

– Ne hai avuto abbastanza di illusioni.

Vuoi zittirla, schiaffeggiarla e schiacciarla con la mano, come se stessi uccidendo una mosca sul vetro.

Perché sta rovinando la tua trama.

Sai che dice la verità – ma la affoghi nelle bugie, che forse, dopotutto…

Ma no.

La giovinezza non ti manda messaggi.

La vecchiaia non richiama.

La giovinezza ti passa accanto con le sneakers senza calzini e le risate negli occhi – e nemmeno ti nota.

La vecchiaia ti strappa l’ultimo pezzo di vestito dalla schiena – senza immaginazione, senza tenerezza, direttamente con i denti.

E tu stai lì – affamato, folle e innamorato –

con il viso premuto contro il vetro di qualcosa che non era mai destinato a te.

Ma almeno il gelato è bello.

E le calorie sono solo emotive.

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