– Cosa vuoi fare da grande? – mi ha chiesto Lilli.
Eravamo salite sul tetto della casa estiva di sua nonna. Il panorama sembrava un quadro – il tramonto dipingeva il cielo di rosa e arancione, e io tenevo un album da disegno tra le mani.
– Un’artista… o una scrittrice. O forse entrambe! – ho risposto.
Lilli ha sorriso.
– Io voglio fare la veterinaria. Ma mio papà dice che è molto difficile e che bisogna essere super intelligenti.
– Ma… vuol dire che se non sei super intelligente, non puoi sognare? – ho chiesto. – Non mi sembra logico.
Poi mi è venuto in mente qualcosa che avevo sentito in TV:
„Segui i tuoi sogni!“ – lo dicono tutti, giusto? Ma poi aggiungono: „Sii realista.“
Allora cosa bisogna fare davvero?
– Lilli, se vuoi fare la veterinaria – lo diventerai. Almeno, ti prometto che porterò il mio cane da te quando sarò grande!
– E se tu diventerai una scrittrice, mi regalerai il tuo primo libro con autografo!» ha riso Lilli.
– Promesso. Ma dovrai ricordarmi di non dimenticare i miei sogni. I grandi a volte li dimenticano.
Poi ci siamo sdraiate sul tetto, guardando le nuvole, e abbiamo immaginato un sogno che volava come un palloncino – in alto, in alto… E se ci credi davvero – non scoppia.
– Davvero?, – ho sussurrato.
E ho deciso: anche da grande, lo ricorderò. I sogni non sono per i „realisti“.
Sono per i coraggiosi.