Ogni città ha il suo eroe sconosciuto. Per alcuni, è la persona che pulisce regolarmente i tarassaco dalle piastrelle del giardino; per altri, è chi indossa sempre gli occhiali da sole al chiuso. Il mio eroe sconosciuto, però, è un po’ più letterario. E un po’ più lucido.
La lucentezza delle sue scarpe brilla come una citazione da un vecchio romanzo d’amore – quanto basta per ricordarti che il mondo è allo stesso tempo comico e infinitamente serio. Si muove tra caffè e biblioteche con una dignità misteriosa, e ogni passo di quelle scarpe lucide è come un segno: “Oggi scriverò qualcosa che cambierà la vita di qualcuno. O almeno lo farà ridere.”
Eppure nessuno sa cosa scriva. Forse sono diari di battaglie con i mostri della vita quotidiana; forse lettere d’amore alla macchina del caffè che non gli sorride mai. Ciò che conta è che le sue scarpe lasciano tracce per le strade della città – e poco dopo, sulle pagine dei fogli bianchi.
La cosa più divertente è che nessuno l’ha mai visto scrivere al computer. È vero, ha quaderni, penne d’oca e un misterioso profumo di inchiostro e cioccolato fondente. Ma lui, il guerriero sconosciuto delle parole, continua a camminare, e le sue scarpe sembrano danzare da sole. La lucidatura è come una pelle corazzata per la sua anima – una difesa contro la noia, la mediocrità e le persone che pensano che la creatività sia solo un hobby.
E così, mentre il mondo avanza con sneakers e scarpe da ginnastica, il guerriero-scrittore sconosciuto procede con le sue scarpe lucide. Sicuro che da qualche parte, su un foglio vuoto, lo attenda la prossima grande battaglia. O almeno il prossimo paragrafo divertente.