2025-08-03

Episodio 5: Verità

Episodio 5: Verità

(Quando decidi di togliere non solo i vestiti, ma anche le maschere – è allora che inizia il vero spogliarsi.)

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„Se qualcosa dentro di te è reale, probabilmente la troveremo interessante, e probabilmente sarà universale. Quindi devi rischiare di mettere l’emozione autentica al centro del tuo lavoro. Scrivi direttamente nel centro emotivo delle cose. Scrivi verso la vulnerabilità. Rischia di non essere apprezzato. Di’ la verità come la comprendi. Se sei uno scrittore, hai l’obbligo morale di farlo. Ed è un atto rivoluzionario – la verità è sempre sovversiva.“

La verità non bussa mai educatamente.

Non suona il campanello e chiede: “Scusa, è un momento adatto?”

La verità entra a piedi nudi, con le suole sporche e un cappotto sbottonato. A volte odora di paura, a volte di vecchi ricordi. È sempre inopportuna.

Ed è per questo che la gente la odia.

La gente non vuole la verità. Vuole una facciata dipinta con i colori giusti. Vuole che la guardi senza vederla veramente. Vuole che la ascolti senza ascoltarla davvero. Vuole che le dica che è buona, che va tutto bene, che non si vede nulla.

Ma tutto si vede.

Le bugie trapelano dalla pelle.

All’inizio, molto sottilmente: una tensione alle labbra, un battito di ciglia troppo presto.

Poi più audaci: un lampo nella pupilla, un tono strano, una pausa innaturale.

E infine: le corna.

Sì, quelle corna. Crescite morbide e invisibili che nessuno vede, tranne chi ancora ricorda cosa significa credere. Le corna appaiono sulla fronte di chi decide che la facciata è più importante dell’essenza. Che l’approvazione vale più della dignità. Che è più facile dire “piacimi” che “questo sono io”.

Le corna non sono un mito. Sono un segno.

Ogni silenzio mantenuto.

Ogni “basta” ingoiato.

Ogni “non c’è problema” storto, quando invece c’è.

Ogni “ti amo” detto senza convinzione.

Ogni “non mi fa male” quando dentro sanguini.

Si accumulano. Crescono.

E poi una persona cammina con loro, senza sapere perché la testa pesa.

La verità, per quanto faccia male, non pesa.

È leggera come un respiro affilato.

Come uno schiaffo che ti riporta alla presenza.

Come un “no” finalmente detto dopo anni di “forse”.

Come spogliarsi dopo una giornata intera passata nella pelle di qualcun altro.

Ci sono persone che hanno paura di questa verità. La chiamano tossica, predicatoria, scortese.

Ma ciò che le spaventa non è il tono. È il fatto che qualcuno le veda.

La verità è scomoda perché spoglia non solo te, ma anche l’altro.

Gli mostra che non può più nascondersi.

Che le sue corna sono visibili.

Che il conforto delle bugie è sparito.

Che ora qualcuno lo sa.

Questa è la vera intimità: non i corpi, ma la verità che c’è tra loro.

Non se si toccano, ma se riescono a sopportarsi quando tutto cade: le facciate, i sorrisi, il controllo.

La verità è più sexy quando fa male.

E no, non è per tutti.

Ma per chi può sopportarla, è tutto.

 

 

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