L’autore ha realizzato il suo sogno di una vita: tiene tra le mani il suo libro autopubblicato. Ma prima di tuffarsi a capofitto nell’autopubblicazione, è saggio leggere le clausole scritte in caratteri così piccoli, che servirebbe una lente di ingrandimento da 300x per capire cosa si sta davvero firmando. Perché dietro ogni sogno spesso si nasconde un contratto che ti incatena a un’illusione in più.
Il vero film
La scena successiva sembra uscita da un film porno a basso costo, in cui capisci all’improvviso che non sei la star – sei tutta la troupe cinematografica. Il tuo libro giace sepolto a pagina 1000 di qualche catalogo online, perso tra titoli dimenticati. Anche dopo aver cercato con quelle “parole chiave” che ti avevano garantito funzionassero, rimane invisibile – come un fantasma della tua stessa creazione.
L’offesa
E questo, a quanto pare, non è nemmeno il peggio. La vera offesa arriva quando cominci a mandare e-mail su e-mail, chiedendo perché devi scrivere per intero il titolo del libro come se fosse una formula magica per trovarlo – e ricevi una risposta fredda e aziendale:
“È responsabilità dell’autore rendere il proprio libro popolare sui social media.”
Chiaro: tu sei il reparto marketing, il venditore e la star dello show, solo che sei senza stipendio.
La domanda
E allora, in un momento di silenziosa consapevolezza, arriva la domanda:
“Ma… perché sono con voi? Se sono io il regista, qual è allora il vostro ruolo?”
Lo spogliarello delle speranze
Da lì inizia lo spogliarello quotidiano delle speranze: lento, doloroso e totalmente inefficace. E-mail con offerte di “corsi online” che promettono di rendere il tuo libro “visibile.” Proposte di pubblicità aggiuntiva – vaghe come un flirt da ubriaco alle tre di notte. E promesse assurde che il tuo libro diventerà un bestseller e presto raggiungerà le vette di “Harry Potter.”
E sì, ovviamente, tutto questo ha un costo: i tuoi ultimi pochi – o tanti – soldi.
La strada a pagamento verso l’illusione
Il povero autore, spinto dal desiderio di realizzare il suo sogno, infila la mano in una tasca sempre più vuota e paga. Paga per essere sepolto ancora più in profondità sotto una montagna di pubblicità, corsi infiniti e “raccomandazioni” di persone il cui scopo principale è incassare un altro assegno.
Spera segretamente che un giorno si svegli e veda fuori dalla finestra insegne al neon con il suo nome. Ma spesso la luce arriva dai cartelloni pubblicitari degli altri nomi affermati.
La mafia letteraria e la strada dura
Questo è uno dei metodi che ogni scrittore prova. Perché nella mafia letteraria, dove tutto gira intorno ai nomi affermati, è difficile che qualcuno noti i tuoi scritti. Se non sei “qualcuno,” se non sei diverso, se non hai un genere indefinito, se non hai mai giocato a golf con qualcuno che possiede una Ferrari rossa, non hai alcuna possibilità.
Sì, è così semplice. E mi dispiace essere così schietta.
I mulini a vento di Don Chisciotte
Inviare migliaia di manoscritti agli agenti è come combattere i mulini a vento di Don Chisciotte. Non aprono nemmeno la tua lettera perché il tuo nome non significa nulla per loro. Non è sussurrato, non è raccomandato e – peggio di tutto – non è loro.
Quindi decidi di fare tutto da solo – produttore, regista, sceneggiatore e attore in un colpo solo. Perché almeno così hai il pieno controllo sul tuo fallimento.
Conclusione
Alla fine, ti ritrovi solo con il tuo libro: senza fan, senza fenomeni, con il portafoglio vuoto e le speranze esaurite. Non perché le tue parole non valgano, ma perché il mondo ha voltato le spalle ai piccoli sogni, lasciandoli a lottare soli nel buio. Se non sei “qualcuno,” diverso, con un’identità misteriosa o contatti nei circoli affermati, sei solo un altro outsider nella mafia letteraria.
Mentre rovisti nelle tue tasche vuote, gli editori hanno già inventato come venderti un’altra illusione sotto forma di offerta, e lo fanno con un sorriso.
Conclusione
O più semplicemente: se vuoi che il mondo veda la tua opera, preparati a fare il film da solo. Il prezzo? I tuoi ultimi soldi e molte delle tue speranze.
E nel frattempo – un brindisi a chi ama le illusioni.