Sì, tutti conosciamo le classiche dipendenze da caffè e social media. Ma c’è un’affezione più seria, che nessuna vitamina o yoga può curare: un amore eccessivo per i libri. Quello è il momento in cui apri un libro pensando: “solo un capitolo”, e ore dopo ti rendi conto di aver imparato più sul mondo magico di Terry Pratchett che sulla vita reale.
Tutto inizia silenziosamente. Prima prendi un romanzo dallo scaffale. Poi un altro. E presto la tua libreria inizia a sembrare un piccolo festival letterario, mentre il tuo gatto ti guarda stranito perché hai già tre segnalibri in pagine che non riesci nemmeno a ritrovare dopo la quarta tazza di tè.
Il nuovo anno porta sempre promesse: leggere di più, organizzarsi meglio, ricominciare da capo. Ma i libri ridono di quelle promesse. Il piano del “solo un libro al giorno” si trasforma rapidamente in un’epica avventura con pile di volumi coperti di appunti e citazioni, apparentemente per motivarti, ma in realtà solo per farti ridere della tua stessa ambizione.
La parte più divertente è quando inizi ad applicare ciò che hai imparato dalla letteratura alla vita reale. Cerchi di convincere un collega che più metafore userà, più efficace sarà l’inizio dell’anno. Oppure spieghi agli amici perché è utile implementare un “sistema a punti” per tutti i buoni propositi – e considerarlo un vero e proprio rapporto letterario personale.
Eppure, i libri hanno i loro momenti di trionfo. Quando riesci a sostenere una conversazione genuina usando una citazione di Dostoevskij – e qualcuno ride davvero – sai che l’anno nuovo è iniziato con la giusta nota intellettuale.
Alla fine, un amore eccessivo per i libri è più che leggere. È uno stile di vita, un piccolo dramma quotidiano e una continua gag, tutto insieme. E se qualcuno ti chiede perché hai una pila di libri a metà sul comodino, sorridi semplicemente e dì: “Anno nuovo, nuovi capitoli.”